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lunedì 19 febbraio 2018

PFAS: la ULSS di ARZIGNANO (SPISAL) SAPEVA TUTTO DA ANNI.


Riporto un breve stralcio della relazione della COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA (PAG. 16 E 17)


Altro aspetto della vicenda è quello della sicurezza dei lavoratori.
 Su questo fronte il Tagliaferri, addetto al Nucleo ecologico dei Carabinieri di Treviso, nell’audizione del 14 settembre 2017, ha riferito che, a seguito del sopralluogo effettuato in data 25 giugno 2017, erano in corso dei controlli mirati, con l’ausilio dello Spisal di Venezia, che in realtà si chiama ULSS 3 Serenissima (ha cambiato da poco dicitura). 

Gli accertamenti non erano conclusi, Mercoledì 14 febbraio 2018 – 22 – Commissione di inchiesta 17 in quanto, sempre secondo quanto riferito dal Tagliaferri, dalla documentazione rinvenuta presso l’azienda era emerso che gli operai hanno valori di PFOA (acido perfluoroottanoico) nel siero “a livelli stellari”, pari a 90.000 nanogrammi per litro, “i più alti del mondo”, come rilevati dallo stesso professor Giovanni Costa della Clinica del lavoro di Milano, medico storico della società Miteni, in quanto lo è stato per circa trent’anni fino al 31 dicembre 2016.

 Tali dati, nel corso degli anni, erano stati puntualmente trasmessi, con tanto di ricevuta di ritorno, da Miteni allo Spisal competente, che è quello di Arzignano.

 Tuttavia, il professor Costa aveva sempre circoscritto il problema e, a sua volta, lo Spisal di Arzignano ne aveva avallato la teoria sulla mancanza di pericolosità delle elevate presenze di PFAS nel sangue (90.000 ng/l); il professor Costa infatti aveva sempre cercato di sminuire la gravità della situazione sanitaria dei lavoratori della Miteni, sostenendo che, a parte un po’ di colesterolo, grossi problemi non ve ne erano.”

Malgrado tutti i tentativi messi in atto da chi tenta di oscurare la attenzione pubblica su Arzignano, la commissione di Inchiesta parlamentare la rimette nell’occhio del ciclone.

Si tratta, come ognuno di voi può capire leggendo questo stralcio della relazione della commissione parlamentare, di affermazioni gravissime che coinvolgono direttamente lo SPISAL della ULSS di Arzignano e i massimi dirigenti dello stesso e della stessa ULSS.

Nella relazione parlamentare tuttavia non si fa accenno a eventuali dati su contaminazione da PFAS relativi agli operai che lavorano nel distretto conciario.

 È presumibile che tutte le aziende che usano gli spruzzi per impermeabilizzare e rendere antimacchia le pelli usino prodotti
perfluoroalchilici.

È stata effettuata la ricerca dei PFAS nel sangue dei lavoratori di Arzignano? Chi esercita la vigilanza sulla salute di questi lavoratori? Sono gli stessi che asserivano e certificavano che 90.000 nanogrammi di PFOA nel sangue non costituivano alcun pericolo per la salute?
 Dopo quanto emerso è legittimo porsi queste domande.

Chiediamo chiarezza e controlli:
Vogliamo che sia reso noto quali sostanze si usano nelle aziende arzignanesi e nel distretto conciario e quali reali controlli in merito si fanno sugli operai per non dovere piangere in futuro la stessa sorte degli operai della Miteni.

Giovanni Fazio






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