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martedì 24 luglio 2018

CARO SINDACO: SUL PONTE SVENTOLA BANDIERA BIANCA


Caro sindaco,
il tuo secondo mandato sta per volgere al termine. In tutti questi anni però non ti sei mai accorto di quanto stava avvenendo nel centro della città, proprio di fronte al municipio e accanto alla stazioncina della vecchia ferrovia.

 C’è una struttura moderna che ha sposato molto bene gli stili delle piazze, recuperate urbanisticamente a nuova vita, (ma non da te) con la costruzione della biblioteca (un vero gioiellino, anch’esso non opera tua) e la liberazione di spazi per i cittadini.

Stiamo parlando del ponte sul Chiampo, attraverso il quale si accede al parco dello sport e ai parcheggi inseriti tra gli alberi (anche questi, come il parco dello sport, non sono opera tua).

Purtroppo la struttura è completamente rovinata dagli anni e dall’incuria. La pavimentazione, qua e là rattoppata con lastre di ferro, lascia intravedere, attraverso i buchi scavati dalla ruggine, i piani sottostanti. Le vernici vivaci che caratterizzavano questa bella opera, sono quasi scomparse ma c’è qualcosa di più grave dell’incuria e dell’abbandono del Comune.

Da anni le pareti del ponte, le travi, le coperture sono vittima di sfoghi di ignoti imbrattatori che, nel tempo, hanno scritto di tutto.

 Ultimamente ai vandali si sono aggiunti i venetisti, che da un po' vanno in giro per la città dipingendo, non richiesti, leoni sui muri. 

Questi pittori della notte, non si sono lasciati sfuggire una occasione così a portata di mano. Cosicché, tra un turpiloquio e l’altro, emerge il leone di S. Marco, anche lui abusivamente dipinto e, purtroppo, in pessima compagnia.

I locali che ospitano, credo, i contatori, mostrano ampie ferite nell’intonaco scomparso e la visione dell’ossatura della struttura dl ferro del cemento. 



Credo che non ci possa essere niente di più emblematico per illustrare i tuoi quasi otto anni di governo del comune.

I cittadini che ogni giorno attraversano il ponte si rendono conto del tuo disamore per la città attraverso le ferite inferte a questa struttura esposta al ludibrio dei writers.

Se qualcuno avesse deturpato la facciata della tua casa (a Chiampo) con una sola delle tante scritte che adornano il ponte, sono certo che l’avresti fatta cancellare subito e avresti ritoccato l’intonaco.


Ma evidentemente i muri degli edifici pubblici di Arzignano non sono da te sentiti come quelli di casa tua e, come i ragazzi che li sfregiano, ritieni che si tratta di res nullius.



Invece sono casa nostra, di tutti gli Arzignanesi che soffrono nel vedere ridotta così un’opera che era uno dei pregi della nostra città.

So che il comune si vanta di avere piazzato delle telecamere davanti ai sagrati delle chiese. 

Non so a cosa servano ma qualcosa di inutile può forse servire a fare propaganda politica.

LA SICUREZZA AL PRIMO POSTO: 

si sa che ogni notte proprio davanti ai sagrati, avvengono stupri e rapine ad opera di feroci stranieri che insanguinano le strade della nostra città.

 Adesso “E’ finita la pacchia”

Potresti piazzare una di queste telecamere anche sul ponte in modo che i cittadini possano godere, in diretta, giorno e notte, le immagini degli affreschi che lo decorano.

Ti allego un ALBUM DI FOTO che illustrano in maniera icastica il buon governo della città di Giorgio Gentilin.

Giovanni Fazio


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