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lunedì 6 febbraio 2017

SAN DEMETRIO NEI VESTINI IN ABRUZZO DICE NO AL CREMATORIO

Rientro adesso da San Demetrio Nei Vestini, un piccolo comune a quindici chilometri da L’Aquila.

Anche lì nella bassa valle dell'Aterno, ad una quota di 640 m s.l.m, ai confini con l'altopiano delle Rocche, i costruttori di crematori si sono spinti con i loro Project Financing a tentare il sindaco con roboanti promesse di miglioramenti del muro del camposanto, della strada e chissà quante migliaia di euro che dovrebbero ricadere nelle casse del comune con la nuova attività che “dovrebbe , tra l’altro, attrarre turisti”!

La Sala Aurora piena di pubblico
Abbiamo ascoltato le solite favolette secondo cui la cremazione dei cadaveri è una attività assolutamente innocua, paragonabile all’emissione di un caminetto familiare, che quello che esce dal forno è solo vapore acqueo, che il contratto è assolutamente trasparente, salvo il caso in cui “l’equilibrio” dei profitti dovesse essere modificato per cause non derivanti dall’impresa. In tal caso il terreno dei rimborsi, penali, danni ecc. diventa tutto in salita e i due milioni e passa di euro spesi nella costruzione del cosiddetto tempio potrebbero ricadere totalmente sulle spalle dell’amministrazione comunale.

 Il sindaco appartiene a quella categoria di amministratori che, come in altri comuni, hanno dato ascolto alle sirene dell’ATI senza calcolare bene gli svantaggi sia sul piano della salute che su quello economico.
 Vana è stata la richiesta delle minoranze in comune di respingere la proposta. 
Nemmeno una severa lettera dello zio, noto patron politico della zona, letta da un consigliere della minoranza in Consiglio, sembra avere convito il sindaco a desistere dai suoi propositi. Da qui la costituzione di un comitato, varie assemblee e infine l’incontro di Sabato 4 febbraio alla sala Aurora, gremita di cittadini, cui ho partecipato portando il modesto ma utile contributo derivato dalle mie conoscenze di medico.

Ho così avuto modo di conoscere da vicino queste splendide persone che, pur essendo state colpite duramente dal terremoto del 6 aprile del 2009, quello che distrusse il vicino capoluogo abruzzese, hanno scoperto una forza interiore, una capacità di lotta contro le avversità e una resilienza che ha permesso a questa piccola città di ritrovare le risorse umane e spirituali per sopravvivere e andare avanti. 
Un pubblico attento, intelligente, estremamente motivato e deciso e al contempo severo ma composto riguardo al giudizio sull’operato del sindaco.


Ho conosciuto gente aperta e generosa capace di affrontare la vita con coraggio e nuova voglia di vivere.

Fabrizio Puce
Era mio compagno in questa esperienza Fabrizio Puce, un bravissimo tecnico informatico ma al contempo esperto nella lettura delle clausole contrattuali, formatosi nella lotta contro il crematorio dei cittadini di Botrugno (LE).


Man mano che si estende l’iniziativa dei promotori di crematori, che prendono di mira sempre piccoli comuni con pochi abitanti,  cresce una rete nazionale di difesa delle comunità prese di mira, una diffusione dei saperi e delle conoscenze, una solidarietà tra cittadini che vivono le stesse esperienze e nuovi vincoli di amicizia.



Questi ultimi sono il retaggio che mi porto dentro da queste mie esperienze nel Veneto e nei comuni italiani, una nuova messe preziosa di amicizie e di relazioni importanti che rafforzano la mia umanità.

Ringrazio voi tutti, cittadini di San Demetrio, e la strana sorte che mi ha dato l’opportunità di fare la vostra conoscenza. 

Siete delle belle persone e meritate di vincere anche questa volta: sono certo che ci riuscirete e che ci ritroveremo per festeggiare insieme.



Giovanni Fazio

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